Ieri ed oggi

Ora et labora, opus Dei e opus manuum.

Anche per Praglia il lavoro manuale è stato in passato soprattutto quello dei campi, dove i monaci hanno investito risorse ed inventiva, sia nelle opere di bonifica in generale, sia nell’introdurre ed intensificare nel paesaggio agrario dei colli euganei colture specifiche come la vite.

La memoria di un interesse peculiare dei monaci di Praglia per vigne e vini è custodita in documenti antichi di quasi mille anni, e ancora oggi è radice di un prodotto di qualità, che al contempo racconta una storia di vita.

Nella nostra cantina si respira questa storia, in cui l’antica arte del fare bene le cose s’incontra con esigenze e tecniche nuove, nella ricerca costante di risultati di valore.

In abbazia oggi coltiviamo circa 10 ettari di vigneto interamente a denominazione di origine controllata, dove trovano posto i tradizionali vitigni della garganega, del friularo, e del moscato fiordarancio, accanto ad alcune varietà più note.

Sapori antichi per storie di oggi.

 

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