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Dal Chiostro Pensile si accede
al Refettorio Monumentale o Refettorio Grande. All’esterno si
fanno notare i due grandi Lavabo degli inizi del XVI secolo in
pietra d’Istria intarsiata con piombo e marmi policromi. La
decorazione riprende elementi del regno animale e vegetale, in
particolare ad animali acquatiche al delfino che soccorre l’uomo
per portarlo in acque tranquille, che allude al Risorto. La
realizzazione è attribuita alla famiglia Lombardo.
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I due grandi
lavabo e il portale |
Particolare del
lavabo |
Il
portale di accesso alla grande sala, contornato da un
delicato fregio in pietra arenaria sul quale sono incastonate le
pietre che rappresentano il Battesimo e il Martirio di S. Giustina,
patrona della città di Padova, e sull’architrave il Cristo
glorioso e benedicente. Anche quest’opera è attribuita ai
Lombardo.
I lavabo, il grande portale uniti
al pozzo al centro del Chiostro Pensile (su cui si affacciano) sono
un unico percorso sul valore dell’acqua come elemento che purifica
il corpo dalla sporcizia e richiama al monaco la continua
purificazione di cui necessita l’anima attraverso il digiuno e la
penitenza.
Sui temi penitenziali insiste
anche la decorazione del Refettorio, culmine della quale è il
grande Crocifisso
del vicentino Bartolomeo Montagna, che campeggia sulla parete di
fondo della sala.
Sulla parete ovest spicca anche
il pulpito, elemento fondamentale dei refettori monastici, perché
destinato alle letture bibliche e morali durante i pasti consumati
in silenzio. Nella secondo metà del ‘700, in seguito al nuovo
allestimento della Biblioteca Antica, sono state trasferite qui nove
tele dello Zelotti con scene dell’Antico e del Nuovo Testamento,
che si alternano alle otto grandi finestre delle pareti laterali.
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Pulpito per le letture |
Tela dell'Antico
Testamento - Zelotti |
Uno splendido arredo
ligneo decora tutto il perimetro della sala. In stile
barocco, l’opera di fine ebanisteria risale agli inizi del ‘700
grazie alla donazione di alcuni monaci. Gli emblemi che sovrastano i
dossali costituiscono un complesso programma iconografico stilato da
Girolamo Rosa, monaco di Praglia. Ogni stallo è coronato da un
motto (attinto dalle Scritture, dai Padri della Chiesa o dalla
Regola) e da un’immagine (tratta dalla natura o dalla vita
quotidiana) resa esplicita dalla scritta sottostante. Gli intervalli
tra le mense sono decorati da quattro grandi medaglioni raffiguranti
episodi biblici associati alle virtù cardinali. Sovrastanti il
posto dell’Abate, si trovano lo stemma e il motto dell’Abbazia
di Praglia. |