RENDIAMOCI INOLTRE BEN CONSAPEVOLI CHE NON SAREMO DA LUI ESAUDITI PER LE NOSTRE MOLTE PAROLE, MA PER LA PUREZZA DEL NOSTRO CUORE E LA COMPUNZIONE FINO ALLE LACRIME (RB 20,3)                

              

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«... l'uomo non sta in piedi né per la sua ricchezza né per la sua sapienza, né per la sua forza. 
Che cosa dunque lo fa stare in piedi? La sua preghiera» (Midrash Tehillim, 142,1)

Fin dalla sua fondazione, Praglia è abitata da una comunità di monaci che vivono nella sequela di Cristo sotto la guida del Vangelo, secondo il progetto di vita stabilito da San Benedetto da Norcia nella sua Regola (sec. VI).

Ogni giorno, con l’aiuto di Dio, i monaci si dedicano all’Opus Dei e alla Lectio divina. Con l’Opus Dei “celebrazione comunitaria della Liturgia delle Ore e dell’Eucaristia” essi riconoscono il primato di Dio e la perenne attualità della sua opera di salvezza. Nella Lectio divina entrano in personale e feconda relazione col la Parola di Dio, facendola propria con l’ascolto, la meditazione e la preghiera.

L'ascolto di Gesù Cristo è la radice e la condizione della vita cristiana. Dimorando nella sua Parola percorriamo la Via che conduce al Padre, scopriamo la Verità che rende liberi ed accogliamo la Vita che riempie di gioia. Ascoltare la Parola di Cristo è vivere il cammino pasquale di sequela del Crocifisso, dove l'obbedienza all'evangelo diventa sempre più l'unica misura del pensare e dell'agire.

Da chi andremo Signore? Tu hai parole di vita eterna (Gv 6, 68)

 

 

 

 

 

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