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rispondono ciascuna a un progetto
mirato alla singola realtà
non e’ concepibile
intervenire in senso massivo,
con alla base un concetto generico di restauro
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Lo
status quo va documentato.
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Scompattamento
possibilmente per via meccanica di carte adese, se la colla di
fabbricazione si è solubilizzata a seguito dell’azione dell’umidità
relativa. |
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| Pulitura meccanica
per eliminare tutte le impurità depositatesi sulla superficie.
L’operazione in un volume va fatta a carte sciolte solo se la
cucitura non è più funzionale. Una buona pulitura meccanica
aiuta l’intervento successivo per via chimica e a volte lo previene.
Se si prevede la scucitura, vanno premesse il controllo della
sequenza delle carte (cartolazione) con una nuova numerazione a matita
nera e il controllo della sequenza dei fascicoli.
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| Pulitura chimica
(lavaggio – capillare, flottaggio, per immersione totale, per
tamponamento, per nebulizzazione) per intervenire sulle cause di
degrado già entrate nella fibra cartacea, ma che non l’hanno ancora
alterata. Nel caso di manoscritti, va fatto precedere il test di
solubilità degli inchiostri. Il lavaggio può essere preceduto da una
pre-operazione simile in soluzione idroalcolica: l’alcol avrebbe la
funzione di favorire l’apertura delle fibre della carta e facilitare
la penetrazione dell’acqua, solvente ottimale per le impurità più
comuni. Nel caso di infezioni attive è necessario disinfettare con
sali sodici di fenolo o suoi derivati. Pulitura chimica è anche la
smacchiatura (localizzata) o lo sbiancamento (generale) con prodotti
adeguati. Queste operazioni sono più comuni nel caso si operi su
incisioni singole dove anche il criterio estetico ha la sua importanza
e permette di andare anche oltre il criterio storico, normale criterio
che anima l’intervento di restauro. Pulitura chimica è anche
l’intervento di deacidificazione con bicarbonato di calcio: il pH delle carte va
previamente rilevato,l’acidità degli inchiostri è visibile. L’intervento di deacidicazione è l’ultimo
intervento chimico, che non necessità di sciacquo successivo.
In acqua
si rimuovono più facilmente i pregressi restauri, altrimenti si
deve procedere con impacchi di metilcellulosa.
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| Alle operazioni
per via chimica dove la colla di fabbricazione può solubilizzarsi,
segue la ricollatura (a pennello, a spruzzo) con metilcellulosa in
percentuale adeguata a ridare alla carta l’elasticità pristina.
L’operazione va effettuata anche su carte non trattate in acqua, ma
dalla fibra compromessa.
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| Sutura strappi,
velatura sfrangiature, velature totali, rinforzo alla piega dei
bifogli: operazioni nei quali vengono utilizzati veli di varia
grammatura atti ad ottenere l’effetto voluto, ma tali da non coprire
eccessivamente le mediazioni grafiche.
Rattoppo lacune:
con carte giapponesi (di fibra naturale, lunga) di varia grammatura.
Il rattoppo è l’intervento sulle parti mancanti, tale da consentire
una corretta e non disturbata lettura ottica del documento.
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| Segue
lo spianamento tra
cartoni e sotto peso, per ridare alle carte il normale assetto fisico,
la rifilatura manuale di velo e carta
giapponese in eccesso e la ricomposizione dei fascicoli a costituire
il volume. Al corpo del volume ricostituito si fanno precedere nuove carte di guardia acid free.
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| Cucitura: su
fettucce (o tracce di), su nervi di canapa (singoli, doppi), su nervi
di cuoio (cuoio all’alluminio, cuoio di doppio spessore con anima di
pergamena) a strutturare il corpo del volume, agevolandone la corretta
consultazione. Nel caso la cucitura originale sia funzionale va
eventualmente consolidata. E’ possibile intervenire scucendo singoli
fascicoli, che vanno poi riancorati; se la struttura originale fosse
carente alle estremità, vanno inserite protesi dello stesso
materiale. La struttura originale può anche essere sostituita, senza
operazione di scucitura. Fanno parte della cucitura anche i capitelli
in testa e al piede del volume, che vanno ad unire le estremità del
corpo si creano anche con necessario effetto estetico vista la coperta che
si andrà a restaurare o realizzare ex novo.
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| La coperta e
l’involucro esterno. Se l’originale lo consente va pulito e
recuperato con eventuali innesti di materiale conforme. Se non è
possibile occorre provvedere, rispettando la tipologia del volume:
dorso di cuoio e assi scoperte per volumi membranacei o incunaboli,
pergamena su cartoni (o floscia, semifloscia), cuoio su cartoni, dorso
e angoli di cuoio o pergamena e carta marmorizzata ai piatti su
cartoni, tela su cartoni.
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| Nel caso alcune
parti non vengono recuperate o riutilizzate, ciò che rimane
dell’originale va restituito alla Proprietà insieme al documento
restaurato: tutto in scatola conservativa a documentare il percorso
storico dell’opera.
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