Tu ci hai creati per Te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te (Sant'Agostino)

 

 

rispondono ciascuna a un progetto mirato alla singola realtà

non e’ concepibile intervenire in senso massivo, con alla base un concetto generico di restauro

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Lo status quo va documentato.

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Scompattamento possibilmente per via meccanica di carte adese, se la colla di fabbricazione si è solubilizzata a seguito dell’azione dell’umidità relativa. 

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Pulitura meccanica per eliminare tutte le impurità depositatesi sulla superficie. L’operazione in un volume va fatta a carte sciolte solo se la cucitura non è più funzionale. Una buona pulitura meccanica aiuta l’intervento successivo per via chimica e a volte lo previene. Se si prevede la scucitura, vanno premesse il controllo della sequenza delle carte (cartolazione) con una nuova numerazione a matita nera e il controllo della sequenza dei fascicoli.

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Pulitura chimica (lavaggio – capillare, flottaggio, per immersione totale, per tamponamento, per nebulizzazione) per intervenire sulle cause di degrado già entrate nella fibra cartacea, ma che non l’hanno ancora alterata. Nel caso di manoscritti, va fatto precedere il test di solubilità degli inchiostri. Il lavaggio può essere preceduto da una pre-operazione simile in soluzione idroalcolica: l’alcol avrebbe la funzione di favorire l’apertura delle fibre della carta e facilitare la penetrazione dell’acqua, solvente ottimale per le impurità più comuni. Nel caso di infezioni attive è necessario disinfettare con sali sodici di fenolo o suoi derivati. Pulitura chimica è anche la smacchiatura (localizzata) o lo sbiancamento (generale) con prodotti adeguati. Queste operazioni sono più comuni nel caso si operi su incisioni singole dove anche il criterio estetico ha la sua importanza e permette di andare anche oltre il criterio storico, normale criterio che anima l’intervento di restauro. Pulitura chimica è anche l’intervento di deacidificazione con bicarbonato di calcio: il pH delle carte va previamente rilevato,l’acidità degli inchiostri è visibile. L’intervento di deacidicazione è l’ultimo intervento chimico, che non necessità di sciacquo successivo.  

In acqua si rimuovono più facilmente i pregressi restauri, altrimenti si deve procedere con impacchi di metilcellulosa.

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Alle operazioni per via chimica dove la colla di fabbricazione può solubilizzarsi, segue la ricollatura (a pennello, a spruzzo) con metilcellulosa in percentuale adeguata a ridare alla carta l’elasticità pristina. L’operazione va effettuata anche su carte non trattate in acqua, ma dalla fibra compromessa.  

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Sutura strappi, velatura sfrangiature, velature totali, rinforzo alla piega dei bifogli: operazioni nei quali vengono utilizzati veli di varia grammatura atti ad ottenere l’effetto voluto, ma tali da non coprire eccessivamente le mediazioni grafiche. 

Rattoppo lacune: con carte giapponesi (di fibra naturale, lunga) di varia grammatura. Il rattoppo è l’intervento sulle parti mancanti, tale da consentire una corretta e non disturbata lettura ottica del documento.  

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Segue lo spianamento tra cartoni e sotto peso, per ridare alle carte il normale assetto fisico, la rifilatura manuale di velo e carta giapponese in eccesso e la ricomposizione dei fascicoli a costituire il volume. Al corpo del volume ricostituito si fanno precedere nuove carte di guardia acid free.  

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Cucitura: su fettucce (o tracce di), su nervi di canapa (singoli, doppi), su nervi di cuoio (cuoio all’alluminio, cuoio di doppio spessore con anima di pergamena) a strutturare il corpo del volume, agevolandone la corretta consultazione. Nel caso la cucitura originale sia funzionale va eventualmente consolidata. E’ possibile intervenire scucendo singoli fascicoli, che vanno poi riancorati; se la struttura originale fosse carente alle estremità, vanno inserite protesi dello stesso materiale. La struttura originale può anche essere sostituita, senza operazione di scucitura. Fanno parte della cucitura anche i capitelli in testa e al piede del volume, che vanno ad unire le estremità del corpo si creano anche con necessario effetto estetico vista la coperta che si andrà a restaurare o realizzare ex novo.  

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La coperta e l’involucro esterno. Se l’originale lo consente va pulito e recuperato con eventuali innesti di materiale conforme. Se non è possibile occorre provvedere, rispettando la tipologia del volume: dorso di cuoio e assi scoperte per volumi membranacei o incunaboli, pergamena su cartoni (o floscia, semifloscia), cuoio su cartoni, dorso e angoli di cuoio o pergamena e carta marmorizzata ai piatti su cartoni, tela su cartoni.  

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Nel caso alcune parti non vengono recuperate o riutilizzate, ciò che rimane dell’originale va restituito alla Proprietà insieme al documento restaurato: tutto in scatola conservativa a documentare il percorso storico dell’opera.  
 
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