Tu ci hai creati per Te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te (Sant'Agostino)                                                   

                                                 

 

L'Officina in cui impegnarci con zelo in tutto questo lavoro sono i recinti del Monastero e la stabilità nella Comunità (RB)

Verso la fine del 1400, dove sorgeva l’antico chiostro denominato Paradiso, iniziarono i lavori per l’attuale chiostro pensile. La sobria ed elegante costruzione, terminata sicuramente prima del 1549, è attribuita a Tullio Lombardo. Il cortile, che poggia su quattro pilastri, è costituito da piani inclinati per convogliare l’acqua piovana nella grande cisterna sottostante che alimentava il pozzo centrale.

Questo chiostro raccoglie attorno a sé i locali più rappresentativi della vita dei monaci: la chiesa abbaziale, il refettorio monumentale, la biblioteca, il capitolo e la clausura.

Loggetta Fogazzaro

All’angolo sud-est del Chiostro Pensile si può godere la suggestiva vista della campagna e dei vicini colli dalla Loggetta Belvedere, intitolata successivamente allo scrittore Antonio Fogazzaro per la descrizione che ne dava nel suo libro Piccolo Mondo Moderno.

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Dal Chiostro Doppio prese avvio la grande ristrutturazione rinascimentale del monastero oggi esistente. Destinato fin dall’origine al dormitorio, custodisce anche oggi la clausura delle celle e degli spazi privati dei monaci.

Chiamato Chiostro Doppio perché strutturato su due piani uguali. Le arcate sono sorrette da colonne sormontate da capitelli decorati a foglie d’acanto e poggiate su un basamento continuo. Quattro lunghi corridoi interni collegano alle celle, riservate nel pianterreno ai novizi e al piano superiore ai monaci che hanno emesso la professione solenne.

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È il chiostro d’ingresso dell’Abbazia. Chiamato “botanico” perché era destinato alla coltivazione delle piante officinali per la farmacia del Monastero una volta ospitata nelle sale del lato sud del chiostro.

I lati del portico sono formati di colonne di marmo rosso e pietra bianca alternate, sormontate da capitelli ornati da foglie d’acanto. Le pareti affacciate sul giardino sono decorate da finestre monofore o bifore, trilobate. A coronamento di tutte le murature corre un fregio in cotto. Lungo le pareti del portico si aprono ampi portali di gusto rinascimentale.

Lungo il lato nord si trova la porta detta “della carità”, ad indicare la destinazione dell’accoglienza del chiostro stesso, e l’oratorio degli ospiti, con un altare ricoperto da un paliotto in scagliola del sec. XVII sormontato da un’immagine della Vergine Annunciata.

Sul lato est si aprono due porte: la prima, tramite una scala, porta al piano superiore nel Chiostro Pensile e la seconda porta nel corridoio dove si trovano l’antico forno e le cantine addossate alla roccia, esso sfocia all’esterno su un giardino e sulle colture officinali.

Il lato sud, un tempo destinato alla farmacia del Monastero, ospita il laboratorio del Restauro del Libro.

Infine il lato ovest consente l’accesso al Chiostro rustico, al monumentale scalone settecentesco e alle sale per i colloqui con gli ospiti.

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Il Chiostro Rustico si estende ad ovest del complesso monastico, distaccato rispetto al nucleo centrale e un tempo destinato alle attività agricole (da qui la denominazione “rustico”). L’area doveva costituire una grande aia e attorno erano depositati gli strumenti per la coltivazione della campagna circostante il Monastero. Fino all’inizio del XX secolo era presente il frantoio per la produzione dell’olio per il monastero e per il territorio vicino.

Il pozzo in trachite che si erge al centro del chiostro è del periodo settecentesco.

Gli edifici che delimitano il chiostro, ora ospitano l’infermeria per i fratelli anziani e malati; la foresteria per coloro che vogliono trascorrere qualche giorno nel monastero, la sala per i turisti e il Centro Convegni.

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Abbazia

Chiesa Abbaziale

Biblioteca

Biblioteca

Refettorio Monumentale

Refettorio Monumentale

Sala del Capitolo

Sala del Capitolo


 

 

 

 

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