|
Le feste ebraiche
Midor Ledor
Midor Ledor - di
generazione in generazione (Vita e cultura ebraica nel
Veneto) - Scritti Monastici Abbazia di Praglia 1989
Tra gli elementi che concorrono
a caratterizzare la vita del popolo ebraico, le
ricorrenze annuali, feste e digiuni, occupano un
posto di particolare importanza. L' ebraismo è stato
definito una «religione del tempo» perché insegna a
consacrare i santuari che emergono dallo scorrere
dell' anno. Vi sono date ricorrenti nel calendario
ebraico che interrompono le abituali occupazioni
dell' individuo per indurlo a meditare sui principi
fondamentali sopra i quali poggia la propria
esistenza o per commemorare grandi eventi storici.
Né va dimenticato l'aspetto agricolo che in talune
ricorrenze viene sottolineato con particolare
accentuazione.
IL SABATO (Shabbat)
La più frequente oltre che la
più importante delle ricorrenze ebraiche e il
Sabato, chiamato anche «fondamento della fede»
perché attorno ad esso ruotano i princìpi eterni che
alimentano l’essere ebraico e gli ideali più elevati
proposti dall' ebraismo all' umanità. Per sei giorni
alla settimana viviamo sotto la tirannia delle cose
dello spazio;
Sabato ci mette in sintonia con la santità del
tempo; nel Sabato siamo chiamati a partecipare a ciò
che e eterno. E’ un giorno consacrato. Rispetto agli
altri giorni della settimana si pone come Israele
per le genti. Il Sabato è caratterizzato dall'
astensione completa da ogni forma di attività
creative. Secondo la suddivisione del tempo in uso
presso gli Ebrei, ogni giornata inizia al calar
della notte e termina la notte successiva. Per
questo motivo, a partire dal tramonto del venerdì
gli Ebrei si astengono da ogni forma di lavoro
agricolo, edilizio, di preparazione dei cibi. E
vietato viaggiare, dedicarsi agli affari, usare il
fuoco. Tutte le attività proibite di Sabato sono
minuziosamente elencate dai maestri che le ricavano
dal testo biblico. Sono vietati anche gli atti che
hanno qualche analogia con i lavori proibiti o che
potrebbero portare a compierli. E altresì vietato
fare eseguire questi lavori a non Ebrei. Se però e
in pericolo una vita umana, o anche se solo vi è il
ragionevole dubbio che tale pericolo sussista, tutti
i lavori normalmente proibiti diventano leciti. Le
norme relative ai divieti del Sabato sono
particolarmente complesse e richiederebbero una ben
più ampia trattazione. Ma accanto ai divieti c'è
anche l’aspetto positivo del Sabato; trattandosi di
un giorno dedicato alla rigenerazione morale dell'
uomo, esso deve essere celebrato con particolari
distinzioni negli abiti e nel cibo. Il Sabato va
dedicato alla vita familiare, alla visita agli
ammalati e agli amici, alle riunioni di studio
soprattutto per coloro che durante la settimana non
hanno la possibilità di attendere a questo dovere.
Anche la liturgia del Sabato si distingue da quella
degli altri giorni. E’ intuitivo che il venerdì è il
giorno in cui vengono fatti i preparativi per
predisporre tutto quanto è necessario per
trascorrere serenamente il Sabato. Al tramonto, la
padrona di casa accende i lumi che saranno
utilizzati la sera. Il pasto serale e quello del
mezzogiorno sono preceduti dal
Kiddush
(santificazione della giornata). Alla presenza della
famiglia riunita attorno al tavolo, il padre,
reggendo un calice di vino, recita le formule di
benedizione a Dio, che ha creato il «frutto della
vite» e che ha elargito al popolo ebraico le
dolcezze del Sabato. I pasti, almeno tre, sono
accompagnati da canti conviviali. La benedizione sul
pane che precede ogni pasto viene recitata su due
pani, appositamente preparati, in ricordo della
doppia razione di manna che gli Ebrei, nel deserto,
raccoglievano alla vigilia del Sabato. Il valore
speciale di questa giornata, più volte ripetuta nel
testo biblico, e sancito solennemente nel Decalogo.
Questa caratteristica istituzione ebraica, che ha
permeato di sé la civiltà ed è penetrata in forme
diverse in quasi tutte le legislazioni, celebra la
creazione e ricorda all'uomo la sua assoluta
dipendenza da Dio. La stessa astensione da qualsiasi
attività lavorativa ha per scopo quello di
riaffermare la sovranità di Dio su tutte le cose. L'
uomo ha bensì a sua disposizione le forze della
natura, ma ciò non comporta il suo dominio completo
su di esse. Commemorando l'uscita dall'Egitto, il
Sabato presenta peculiarità universali e nazionali:
è riaffermazione dell'uguaglianza tra gli uomini e
della pari dignità che ha ogni individuo. Riveste un
carattere nazionale per il popolo d'Israele che,
passando dalla schiavità alla libertà, divenne
nazione. Il Sabato impone all'Ebreo molteplici obblighi, ma,
lungi dall' essere un peso, è il fulcro della sua
esistenza e rappresenta per lui una inesauribile
fonte di vigore, di rinnovata freschezza e di serena
letizia.
Tratto da: Midor Ledor
(Vita e cultura ebraica nel veneto) - Edizioni Scritti
Monastici Abbazia di Praglia
|