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Avvolti nella bontà di
Dio
Giuliana Norwich
Giuliana di Norwich,
mistica inglese (+ 1390): Revelations de l'Amour de Dieu,
I, 5-6, 9 - Libr. H. Oudin, Parigi 1910
(Riferimenti biblici:
Is. 49, 15-16; Gv. 15, 9-16; Ef. 2, 4-7)
- Nostro Signore, in un giorno di maggio del 1373,
mi concesse una visione spirituale dell'intimità del
suo amore. Ho compreso che l'amore di Dio è come un
abito che ci avvolge, ci circonda, ci stringe cosi
teneramente, che non può lasciarci mai... Come il
corpo e racchiuso nell'abito, la carne nella pelle,
le ossa nella carne e il cuore nel petto, così noi,
anima e corpo, siamo avvolti e racchiusi nella bontà
di Dio. Si, e ancor più intimamente, perché tutto
ciò di cui ho appena parlato può disgregarsi e
scomparire, mentre la bontà di Dio rimane sempre
intatta; ed essa più vicino a noi, senza alcun
paragone, perché il divino Amante della nostra anima
desidera veramente che questa aderisca a lui con
tutte le forze e che noi siamo per sempre uniti
fermamente alla sua bontà. Di tutto ciò che il cuore
può pensare, non vi è nulla che piaccia tanto a Dio,
né che faccia più rapidamente avanzare l'anima. La
nostra anima è amata dall'Altissimo in un modo così
speciale che supera la conoscenza di ogni creatura;
cioè nessuna è capace di comprendere a qual punto,
con quale soavità e con quale tenerezza il nostro
Creatore ci ama. Ma noi possiamo, con il suo
soccorso e l'aiuto della sua grazia, contemplarlo
spiritualmente, un rapimento perpetuo di questo
amore cosi elevato, traboccante, incommensurabile di
cui l'Onnipotente ci circonda nella sua bontà.
Possiamo pure domandargli rispettosamente tutto ciò
che vogliamo. E' proprio della nostra natura voler
possedere Dio; e Dio da parte sua vuole averci in
lui. Ci e possibile ora non smettere mai di volerlo
possedere maggiormente, di sospirarlo ardentemente
finché lo possederemo in cielo nella pienezza della
gioia: soltanto allora non avremo più nulla da
desiderare... Non dico questo per coloro che sono
istruiti, perché lo sanno bene, ma a consolazione
della gente semplice: tutti siamo uno nell'amore.
Veramente, non mi e stato mostrato che Dio mi amasse
di più della più piccola delle anime che sono in
stato di grazia. Sono certa che vi sono molte
persone a cui nulla è mai stato rivelato, se si
eccettua l'insegnamento della santa Chiesa, che
amano Dio più di me. Se guardo solamente me stessa,
sono assolutamente nulla. Ma sono, almeno lo spero,
in unione di carità con tutti i miei fratelli in
Cristo. Ora, in questa unione sta la vita di tutta
l'umanità che sarà salvata. Secondo me, Dio e tutto
ciò che e buono; e Dio ha creato tutto ciò che
esiste, e ama tutto ciò che ha creato; cosi chi ama
senza eccezione tutti gli uomini per amore di Dio,
ama tutto ciò che esiste. L'umanità che sarà
salvata, infatti, comprende tutto: le creature e il
Creatore; perché Dio è nell'uomo e tutto è in Dio;
dunque chi ama cosi, ama tutto. Spero, per grazia di
Dio, che chi vede le cose in questo modo sia nel
vero.
Tratto da: Meditazioni
per l'anno liturgico - Edizioni Messaggero (Padova)
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