Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e Benedetta.

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La storia del Santuario

Il Monte della Madonna oggi è noto principalmente per il Santuario mariano che sorge sulla vetta. Antica meta di pellegrinaggi e dimora di uomini alla ricerca di Dio nella preghiera e nella solitudine della vita eremitica. E’ sicuramente uno dei più antichi centri di devozione mariana della diocesi di Padova, anche se in origine era limitato alle sole comunità locali di Rovolon e Carbonara. La vita spirituale del Santuario non ha conosciuto interruzioni nella sua storia plurisecolare e neanche le soppressioni di Napoleone influenzarono la sua tranquillità. Accanto ad esso, nel corso dei secoli, si è instaurata una forma particolare di eremitismo individuale, detto anche irregolare, perché non seguiva nessuna delle grandi regole eremitico-monastiche.
Il primo documento, che attesta l’esistenza della chiesa del Monte, risale all'11 ottobre del 1253; si tratta del testamento di un certo Wirixolo, ricco mercante padovano, che donò alcuni dei suoi beni alla “chiesa Santa Maria del Monte”. Il documento citato è oggi conservato nell'Archivio di Stato di Padova. Alla fine del sec. XV ci fu un importante svolta nella storia del santuario. Il 22 settembre 1495, il vescovo di Padova Pietro Barozzi, da Rovolon, dove si trovava per visita pastorale, volle recarsi sul Monte della Madonna. Probabilmente è stata la prima visita pastorale ivi eseguita, che diede inizio ad una svolta decisiva alla sorte del Santuario. Infatti, il Papa Giulio II, con la bolla del 15 giugno 1508, affidò ai monaci Benedettini di Praglia la chiesa del Monte, ma la custodia e la manutenzione del santuario continuarono ad essere assicurate, per un certo periodo, dalla confraternita o fraglia della Madonna del Monte di Rovolon e, in seguito, dalla confraternita di San Rocco.

La vita del Santuario è stata così assicurata. La cura spirituale venne affidata al monaco benedettino Parroco di Carbonara che mensilmente saliva lassù per celebrarvi la S. Messa. La custodia era invece affidata a degli eremiti, che dovevano condurre una vita secondo delle norme ben precise fissate dal P. Abate di Praglia, al quale mensilmente erano tenuti a presentarsi e riferire sull'andamento del Santuario stesso.

La Chiesa
Da un vecchio indice dell'Archivio del Monastero di Praglia, risulta chiaro che l'attuale Chiesa del Santuario è precedente al 1510. In tale data è stata costruita la Cappella, vale a dire il presbiterio; infatti la data 1510 è ancora oggi leggibile sulla chiave di volta dell'arco trionfale del presbiterio. Sulle murate angolari esterne poi dello stesso presbiterio, sono visibili dei massi lavorati di trachite; è facile pensare che si tratti di resti dell'antica abside, data anche la loro forma arcuata. Oggi ci rimane assai poco dei primi tempi del Santuario: solo parti delle mura perimetrali del vano attuale della chiesa, particolarmente nel lato meridionale; alcuni conci trachitici; resti di vecchie strutture, visibili nelle murature odierne; qualche documento d'archivio.
Negli anni 1909-1910 la chiesa, in precarie condizioni statiche, subiva un radicale restauro: la parete settentrionale venne rifatta quasi per intero. Le misure perimetrali furono elevate per oltre un metro. Il 9 Settembre 1965 furono iniziati accurati lavori di restauro, che furono terminati il 4 agosto dell'anno successivo. Misero in luce anche interessanti e impensati particolari architettonici, come la fondazione della vecchia abside, internamente circolare, esternamente poligonale, secondo una tradizione che si allaccia all'architettura paleocristiana locale è poi a quella ravennate. I lavori di preparazione per la posa del nuovo pavimento misero allo scoperto, parallele al muro della facciata del Santuario e da questo discoste di circa m. 5, alcune vecchie fondazioni, variamente articolate così da renderne difficile la lettura. Sono state scoperte alcune monete veneziane dei dogi Giovanni Mocenigo (1478-85), Marco Barbarigo (1485-86), Agostino Barbarigo (1486-1501). Altri reperti di natura architettonica sono stati rinvenuti nella parete meridionale: un'angusta finestrella rettangolare a feritoia del '300, una porticina arcuata ed una seconda porta che venne lasciata murata. Per meglio evidenziare le antiche strutture architettoniche e la pancata in trachite che gira tutt'intorno alla chiesa, si è pensato di non intonacarne le pareti. Sepolta sotto l'abside, venne in luce la sua pietra angolare, ivi posta nel 1510; porta incisi la data e lo stemma del Monastero di Praglia.

Al centro dell'abside è posta la statua della Madonna, scolpita in pietra di Avesa (Verona). È di proporzioni leggermente inferiori al naturale. Non si sa con certezza chi ne sia l'autore. Alcuni critici recenti fanno il nome di Andriolo de Santi (22.2. 1372), altri invece farebbero il nome di Iacobello delle Ma­segne (dopo il 1402). Pare che anticamente la Madonna tenesse con la mano destra, rifatta di recente, uno scettro regale. Un'ampia veste e un ricco manto pieghettato policromi, scendono dalle spalle e si ripiegano ai piedi. L'altare del presbiterio, sfrondato nel 1968 di alcuni elementi, conserva il paliotto dello stesso altare costruito dalla fraglia della Beata Vergine nel 1718.

Il Monastero
L'attuale Monastero, progettato dall'Architetto L. Pavan, è stato costruito in due riprese: il primo lotto ebbe inizio nel settembre 1966 e si concluse nella primavera dell'anno successivo; il secondo corpo della fabbrica monastica venne realizzato negli anni 1972-73. Il grande salone, destinato a riunioni, sistemato sotto il piano del piazzale del Santuario, è stato ultimato nel 1975.

Adiacenze del Santuario

Le adiacenze del Santuario sono state sistemate negli anni 1966-1975. Poderosi murazzi hanno permesso la sistemazione del Piazzale degli Alpini, completato il 24 maggio 1971 con l'inaugurazione del monumento alle Penne Mozze di tutte le guerre, costruito dalla Associazione Alpini di Padova. Su quattro candidi massi del Grappa domina ora la Vergine, bronzo di A. Rollo (1941). Nell'ottobre dello stesso anno, a pochi passi dal predetto monumento, venne eretto un nuovo cippo marmoreo, in ricordo di due giovani aviatori precipitati il 12 giugno 1962 nelle vicinanze del Santuario. Nel 1967 è stato creato un piazzale per il parcheggio delle auto, al termine della strada comunale.

Santuario Monte della Madonna - 35037 Teolo (Padova) - Tel. 049 9925087