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Servizi
al pubblico
Servizio di consultazione
in sede, informazione bibliografica, prestito esterno,
interbibliotecario e internazionale. Chiuso nelle grandi feste
dell’anno, l’11 luglio (festa patronale), e per due
settimane, generalmente durante il mese di agosto. Regolamento
Durante
l’annuale “Settimana per la Cultura” il personale
organizza visite guidate alla Sala Monumentale.
Contatti
e comunicazioni per il pubblico
Cataloghi
Cataloghi in linea
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Polo Universitario Veneto:
nuove accessioni dal 1999 e recupero del pregresso
in corso (compresi Periodici, Fondo Fracassini e
opuscoli del Fondo Fogazzaro, alcune sezioni di
consultazione). Interroga il catalogo della
biblioteca di Praglia e quello di tutte le
biblioteche del Polo SBN Padovano.
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Erasmo
: base
dati locale, con le nuove accessioni dal 1993 al
1999 e il materiale conservato nella sala
monumentale (compresi i fondi Fogazzaro e De Besi -
Storia locale).
Cataloghi cartacei
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Alfabetico per autore: tutto il
posseduto fino al 2006 (integrato con le schede
prodotte dai cataloghi informatici).
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Alfabetico per soggetti
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Cataloghi di fondi speciali (Rari, Periodici, Fondo
Musicale).
I cataloghi a schede sono consultabili, ma non più
aggiornati dal 31 dicembre 2006.
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Catalogo dei manoscritti:
Silvio
Bernardinello,
I manoscritti,
in L’Abbazia
di Santa Maria di Praglia, a cura di Callisto
Carpanese,
Francesco
Trolese, Milano 1985, 222-229.
Bibliografia
essenziale
Sintesi storica di
Callisto Carpanese,
La biblioteca, in L’Abbazia di Santa Maria di
Praglia, a cura di Callisto Carpanese,
Francesco Trolese,
Milano 1985, 183-188. Notizie sui fondi sono reperibili in Ministero
per i Beni e le Attività Culturali, Biblioteche
d’Italia : Le Biblioteche pubbliche statali, Roma 1996,
304, ove si può trovare la bibliografia essenziale sulla
storia della Biblioteca, a cui vanno aggiunti: F. Borghetto,
La biblioteca di Fracassini nell'abbazia di Praglia, in
"Fonti e documenti", 18-19 (1989-1990) 311-318, Gilda Mantovani,
Lavinia Prosdocimi,
Elisabetta Barile, L’Umanesimo
librario tra Venezia e Napoli : contributi su Michele
Selvatico e su Andrea Contrario, Venezia,
Istituto Veneto di scienze, lettere ed arti, 1993; D.
Gisolfi, S. Sinding
Larsen, The
Rule, the Bible and the Council, the library of the
Benedictine Abbey at Praglia, London – Seattle, 1998; I
manoscritti medievali di Padova e Provincia, a cura di
Leonardo Granata
[et al.], Firenze 2002, LIII-LIV, 87; Guglielmo Scannerini,
Note sulla biblioteca di Praglia tra Ottocento e Novecento,
in Spes una in reditu : miscellanea di studi nel centenario
della ripresa della vita monastica a Praglia : 1904-2004, a
cura di Francesco G. B. Trolese,
Cesena, Badia di Santa Maria del Monte, 2006, 508-571;
Antonio Pellizzari (1923-1958) : un uomo solo tra musica e
utopia : antologia di scritti e testimonianze, a cura di
A. Lora, A.
Dal Molin,
Arzignano, Comune di Arzignano, 2009.
È in preparazione la pubblicazione di una “Guida
breve” della Biblioteca.
Cenni
storici
Non sappiamo praticamente nulla della
biblioteca di Praglia nei primi tre secoli di vita del
monastero. In ogni caso sembra che le dimensioni ridotte
della comunità in epoca medievale, nonostante il
cospicuo patrimonio fondiario da essa posseduto, non
abbiano permesso che nel monastero si organizzasse un vero Scriptorium. Conosciamo pochi codici appartenuti all’armarium
medievale del Monastero, di cui era
responsabile il direttore del coro monastico. Si tratta
generalmente di testi legati alle necessità di uso
quotidiano della comunità; i più antichi e importanti
derivano più o meno direttamente dal monastero
mantovano di Polirone, a cui quello di Praglia era
sottoposto: il Messale monastico (Milano, Biblioteca
Braidense AD. XV. 7), e il codice di Consuetudini
Cluniacensi (Padova,
Biblioteca Universitaria ms 959), entrambi del
XII secolo.
Altri manoscritti sembrano piuttosto
destinati alla lectio divina e allo studio di singoli
monaci, come il piccolo codice del Commento di
Origene al Cantico dei Cantici, Padova,
Biblioteca Universitaria ms 1401 (probabilmente di
data anteriore alla fondazione del monastero). I pochi
manoscritti oggi conservati a Praglia sono di diversa e
recente provenienza, come il bell’Antifonario
canonicale del XIII secolo, probabilmente di area
svizzera o savoiarda
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Ms 1/31, perg. XIII2
[Antifonario Romano], 89 r. |
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Un aumento del patrimonio librario è attestato a partire dall’eredità dell’abate
Antonio da Casale (1444) e soprattutto dopo l’ingresso di Praglia nella
Congregazione di Santa Giustina (1448).
La sala destinata a
biblioteca in occasione della ricostruzione del
monastero tra il XV e il XVI secolo fu decorata dal
pittore Giovanni Battista Zelotti intorno alla metà del
‘500, o poco dopo, con un ciclo di tele a
tempera, in parte inserite nel cassettone ligneo del soffitto
e in parte - almeno originariamente - collocate sulle
pareti della sala (queste ultime nel sec. XVIII furono
spostate nel refettorio). Tutte le tele rappresentano
episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento, ad
eccezione delle Sibille ai quattro angoli del soffitto e
delle tre scene centrali: il trionfo della Fede con gli
Evangelisti, e i quattro Dottori della Chiesa latina. La
scelta iconografica di tale decorazione vuole
probabilmente esprimere, in piena Controriforma, la
fedeltà della Congregazione Benedettina Cassinese alla
Chiesa Cattolica e insieme a un ideale di teologia e di
cultura in continuità con quello del monachesimo
medievale: un modello incentrato sul contatto diretto
con il testo biblico, letto alla luce della grande
Tradizione ecclesiastica. In confronto con le grandi
biblioteche monastiche di Santa Giustina di Padova o di
San Giorgio Maggiore di Venezia, il patrimonio librario
rimase sempre relativamente modesto, come ci testimonia
l'erudito Giacomo Filippo Tomasini che, nel 1639,
elencò i manoscritti conservati a Praglia nella sua
opera Bibliothecae Patavinae. Tuttavia
nel secolo XVIII il notevole arricchimento delle
raccolte di stampati rese necessaria la costruzione
della scaffalatura neoclassica (1768); fu smantellato
purtroppo l’arredo ligneo rinascimentale, le cui
ultime tracce si perdono alla fine del secolo XIX. Allo
stesso intervento risale la costruzione dello scalone monumentale
di accesso.
Dispersa l’antica biblioteca con la
soppressione napoleonica, essa fu ricostituita praticamente ex novo
nel secolo XIX dalla Comunità, in grande penuria di mezzi, soprattutto
grazie a donazioni; così a Praglia confluirono anche alcuni resti di
biblioteche conventuali disperse di Padova e Venezia. La seconda soppressione (1867)
comportò un nuovo sequestro del patrimonio librario, che a partire dalla
riapertura del monastero nel 1904 fu ancora una volta ricostituito dai monaci
partendo da poche centinaia di volumi messi in salvo in tempo, con acquisti e
ancora una volta con donazioni.
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Sermones (…) Beati Bernardi abbatis (…), Milano,
L. Pachel 1495
(antiporta con nota di possesso del sec. XVI; restituito alla Comunità nel
1908)
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Nel 1905 arrivarono dai nobili padovani De Besi
i primi volumi del ricco fondo di storia veneta, raccolto soprattutto dallo
scrittore e giornalista cattolico Alessio, a cui appartiene la maggior parte
dei manoscritti oggi conservati a Praglia; nel 1906, grazie ad Antonio Fogazzaro,
libri antichi dalla “Bertoliana” di Vicenza, e e nel 1909 i primi volumi
donati dal Fogazzaro stesso, donazione completata dai suoi eredi nel secondo
dopoguerra.
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[Blasonario Veneziano],
cart., metà s. XVI, 23v.-24r (Fondo De Besi).
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“Ex libris” di
Antonio Fogazzaro (A.Martini). |
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È però solo negli anni ‘30, grazie all’aiuto
finanziario del baronetto Hubert Miller e all’impegno dei monaci succedutisi
nella carica di bibliotecario, che all’antica sala cominciano ad aggiungersi
dei moderni magazzini e le raccolte librarie cominciano a crescere e ad
aggiornarsi. Questo fervore di attività, unito alla gratitudine per il
contributo dato dai monaci al salvataggio dei tesori di musei e
biblioteche venete nel periodo bellico, convinse Luigi De Gregori, allora
Ispettore Superiore del Ministero della Pubblica Istruzione, ad adoperarsi
perché anche alla biblioteca ricostituita dai monaci di Praglia venisse
applicata (dal 1943) la legislazione a favore delle Biblioteche di Monumento
Nazionale.
L’arrivo del Fondo “Umberto
Fracassini” (sacerdote perugino, biblista e storico del Cristianesimo,
coinvolto, come il Fogazzaro, nella crisi modernista), acquisito dal Ministero a
favore di Praglia, ha sanzionato il delinearsi già in corso di una fisionomia
tendente alla specializzazione nel campo degli studi biblici e storico-teologici.
Sono queste le sezioni che vengono tenute il più possibile aggiornate.
Altri fondi sono testimonianza di vari
successivi contatti della comunità con altre realtà religiose, come la
biblioteca della famiglia ebraica Levi Cases
(donata per riconoscenza dell’ospitalità ricevuta durante la guerra),
Il
Fondo musicale, costituitosi a partire dalla donazione del Maestro Antonio
Pellizzari (1958), ha oggi superato i 3700 volumi.
Nei
primi anni Ottanta si è costituito il Fondo Religioni Orientali, e ultimo
(2004) il Fondo “Paolo Barrera”, raccolta specializzata sulle Liturgie
dell’Oriente Cristiano, la cui catalogazione si è conclusa nel dicembre 2007.
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Ktab Al-Phocholugion-al-Kbir, Gerusalemme, Francescani, 1865
(Euchologion to mega greco-cattolico in
arabo)
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L’intervento dello Stato,
aggiunto allo sforzo della Comunità Monastica, ha reso possibile, tra l’altro,
l’apertura al pubblico della biblioteca, un ulteriore arricchimento del
patrimonio librario (che ha superato la cifra complessiva di 120.000 volumi) e
l’espansione in nuovi spazi, soprattutto con l’adattamento a sala di
consultazione (1954) dell’antica “Sala del fuoco comune”, posta al piano
inferiore della biblioteca cinquecentesca.
Successivamente è stato
attrezzato a magazzino librario anche l’ambiente situato al pianterreno
(un’antica “càneva”), inaugurato nel 2005. In tale occasione è stato
possibile il recupero di un ambiente di passaggio in cui sono conservate
interessanti tracce degli scomparsi edifici medievali.
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La “càneva” sotto la biblioteca (oggi
trasformata in magazzino librario) piena di casse di materiale delle
Soprintendenze veneziane, ricoverato durante la guerra.
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