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Introito
Volgiti,
o Dio nostro protettore, e guarda il volto del tuo consacrato:
perché
un giorno solo nei tuoi atri è meglio che mille altrove.
Quanto
sono amabili le tue dimore, Signore degli eserciti!
L’anima
languisce e brama gli atri del Signore.
(Sal
83, 11.2.3)
LITURGIA DELLA BENEDIZIONE
Presentazione
P.
Priore: Reverendissimo
Padre, a nome della comunità monastica dell’abbazia Santa Maria
Assunta presentiamo l’abate eletto per il monastero di Praglia,
diocesi di Padova, e chiediamo umilmente che tu gli dia la benedizione
abbaziale.
Vescovo
: Potete
testimoniare che sia stato validamente eletto?
P. Priore
: Ne
siamo certi e lo attestiamo.
Vescovo
: Rendiamo
grazie a Dio.
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Omelia
di Mons. Antonio Mattiazzo
Saluto cordialmente
nel Signore tutti voi che partecipate a questa Liturgia. Desidero
salutare, in particolare, S. E. Mons. Rizzato, Elemosiniere di Sua
Santità, i Revv.mi Abate Primate, gli Abati e Priori di altri
monasteri, il P. Visitatore della Provincia italiana della
Congregazione Sublacense, i fratelli monaci di questa Abbazia e gli
altri monaci e monache, i presbiteri e religiosi, le autorità
civili e militari, fratelli e sorelle nel Signore.
La Benedizione
abbaziale di Dom Norberto Villa che oggi invochiamo da Dio nel
contesto della celebrazione dell'Eucaristia, è un atto che riveste
un profondo significato e valore, è un dono del Signore per l'Abate
stesso e per tutta la comunità monastica e per questo siamo
invitati a parteciparvi con fede viva e interiore letizia.
Rileviamo il
carattere pubblico ed ecclesiale della Benedizione. Non basta che
l'eletto implori lui
stesso personalmente la Benedizione di Dio. Non é neppure la
comunità monastica che compie da sé in maniera autonoma questo
Atto di Benedizione. Essa viene compiuta dal Vescovo, quale
successore degli apostoli, segno dell'unità della Chiesa locale, in
comunione con la Chiesa universale. Questo vuol mettere in luce il
valore ecclesiale del Rito di Benedizione dell'Abate e di riflesso,
quello della guida della comunità monastica e del suo valore per la
Chiesa. La partecipazione così qualificata e numerosa di Abati di
altri monasteri, di presbiteri, religiosi e laici al Rito,
sottolinea il suo significato e la sua importanza per l'intera
comunità ecclesiale.
Come Vescovo di
questa Chiesa locale, io sono lieto di compiere questo atto a motivo
dei rapporti diuturni e profondi che mi legano alla comunità
monastica di S. Maria Assunta di Praglia, della quale sono
frequentemente ospite, e per la grandissima stima che nutro verso la
forma di vita monastica. La ritengo infatti un dono insigne di Dio
alla Chiesa e alla società, un modello evangelico di vita cristiana
personale e comunitaria, di genuina esperienza spirituale e, per
questo, un esempio, un punto di riferimento, una sorgente di
ispirazione ed irradiazione anche culturale. I monasteri
costituiscono una delle radici cristiane più importanti dell'Europa
e un segno vivo dell'unità della Chiesa d'Oriente e di Occidente,
come pure un fattore di missionarietà e di dialogo interreligioso
con le religioni asiatiche. Nel contesto socio-culturale e religioso
del nostro tempo caratterizzato da secolarismo e crisi di identità
cristiana, le comunità monastiche hanno un ruolo ancora più
importante da svolgere nel campo della evangelizzazione e della
spiritualità, nel sostegno alla testimonianza e all'impegno
apostolico del popolo di Dio. Per queste ragioni ci deve stare a
cuore la vitalità del carisma monastico nella Chiesa e dobbiamo
implorarlo e sostenerlo con la nostra preghiera.
Dom Norberto è
stato indicato per svolgere l'impegnativo servizio di Abate dei
propri confratelli, dopo aver dato prova delle sue virtù e doti
come monaco e come Priore amministratore del monastero.
A Lui desideriamo
esprimere le nostre più vive felicitazioni e nello stesso tempo
assicurarGli che uniamo la nostra preghiera personale per Lui e per
il suo servizio abbaziale a quella della Chiesa in questa Liturgia.
Per Lui imploriamo
con preghiera unanime dal Signore quelle virtù e quei doni che sono
necessari per guidare nelle vie del Signore e con spirito evangelico
secondo la Regola di S. Benedetto la comunità monastica ed i
singoli monaci in questo nostro tempo così complesso e travagliato.
La tradizione
monastica ha compreso e recepito la concezione del governo, espressa
da Gesù nel Vangelo che è stato proclamato, concezione secondo la
quale governare vuol dire non dominare con alterigia e superbia, ma
servire i fratelli con umiltà, saggezza e carità sull'esempio di
Gesù, che si è fatto umile servo per amore.
Questo
atteggiamento è stato espresso con la nota formula: prodesse
magis quam praesse.
San Gregorio Magno,
monaco, nella stessa ottica recependo S. Benedetto, sottolineerà
che l'Abate deve dominare sui vizi, non sui fratelli.
Dom Norberto conosce
benissimo la penetrante descrizione della figura dell'Abate
delineata da S. Benedetto nella Regola, e la sua saggia
attualizzazione, e non c'è bisogno perciò che gliela ripetiamo.
Vorrei solo rilevare
che la sua applicazione richiede grande maturità umana e
spirituale, una continua ascesi, una notevole sapienza, una squisita
carità unita a fermezza d'animo, e quella "discrezione"
che e una saggia contemperazione di doti e atteggiamenti diversi e
che a volte possono sembrare antinomici, come quando la Regola dice
che l'Abate deve cercare di essere più amato che temuto.
Queste virtù e doni
devono essere continuamente implorati dal Signore, non essendo
sufficienti anche se necessari, i nostri sforzi personali.
Un punto vorrei
sottolineare: l'Abate è chiamato soprattutto alla carità: verso
Cristo anzitutto. Egli per primo deve cercare di nulla preferire
all’amore di Cristo. Il Papa Benedetto XVI ci ha proposto la carità
nella sua prima Enciclica Deus caritas est, e in questi
giorni nella prima Esortazione Apostolica Postsinodale
sull'Eucaristia Sacramentum caritatis.
Auguriamo al nuovo
Abate di attingere dall' Eucaristia la carità divina per sapere
amare Gesù Cristo con cuore indiviso e servire la comunità con
amore sincero, umile, forte e generoso nel dono di sé.
Che Maria SS., alla
quale e affidato questo monastero, custodisca e protegga sempre il
nuovo Abate e questa comunità di Praglia insieme a S. Benedetto e a
tutti i santi monaci per la gloria di Dio e il bene della Chiesa.
+ Antonio Mattiazzo
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INTERROGAZIONI
Vescovo: Secondo
un’antica istituzione dei santi padri, colui che viene eletto a
reggere la famiglia monastica in nome di Cristo deve essere esaminato e
interrogato sui criteri e sul metodo idonei alla guida della vita
comune.
In forza di questa tradizione, fratello carissimo, ti interrogo:
Vuoi mantenerti fedele al tuo santo proposito,
osservare la regola di san Benedetto,
illuminare e guidare in questa stessa via i tuoi fratelli
per animarli all’amore di Dio,
alla vita evangelica e alla carità fraterna?
Eletto:
Sì, lo voglio.
Vescovo:
Vuoi insegnare ai tuoi fratelli,
più con i fatti che con le parole,
un modello di vita nuova ispirata al Vangelo?
Eletto: Sì, lo voglio.
Vescovo: Vuoi condurre a Dio i tuoi fratelli,
prendendo a cuore la salvezza
delle anime che ti sono affidate?
Eletto: Sì, lo voglio.
Vescovo: Vuoi custodire fedelmente
i beni del monastero che ti è affidato
e amministrarli con saggezza
a vantaggio dei fratelli, dei poveri e dei pellegrini?
Eletto: Sì, lo voglio.
Vescovo: Vuoi attestare in tutto e sempre alla santa Chiesa,
al Romano Pontefice e ai suoi successori
fede, obbedienza, rispetto filiale e fedeltà?
Eletto: Sì, lo voglio.
Vescovo: Il Signore adempia i tuoi propositi,
ti conceda tutti i beni
e ti custodisca sempre e in ogni luogo.
Amen
LITANIE
E BENEDIZIONE
RITI
ESPLICATIVI
Consegna della
Regola
Vescovo
: Ricevi
la Regola
tramandata dai tuoi santi padri. Consapevole dei limiti della fragilità
umana, ma forte nel sostegno della grazia divina, guida e custodisci i
fratelli, che il Signore ti affida.
Consegna
dell’anello
Vescovo
: Ricevi l’anello, segno di fedeltà, e custodisci questa
famiglia monastica con instancabile amore nella comunione fraterna.
Consegna della mitra
Consegna del pastorale
Vescovo
: Ricevi il pastorale e sii sollecito dei fratelli che ti
sono affidati dal Signore; di essi dovrai render conto a lui
nell’ultimo giorno.
Abbraccio di pace
LITURGIA
EUCARISTICA
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