Et Pastoris boni pium imitetur exemplum (RB 27,8)                                

                                                 

 

Benedizione Abbaziale di Dom Norberto Villa O.S.B.

Abbazia Santa Maria Assunta - Praglia 17 Marzo 2007

EUCARISTIA NELLA BENEDIZIONE ABBAZIALE   

Partenza della processione dal Refettorio Monumentale Processione sul Chiostro Pensile Processione sul Chiostro Pensile Ingresso in chiesa

Introito

Volgiti, o Dio nostro protettore, e guarda il volto del tuo consacrato:

perché un giorno solo nei tuoi atri è meglio che mille altrove.

Quanto sono amabili le tue dimore, Signore degli eserciti!

L’anima languisce e brama gli atri del Signore.

(Sal 83, 11.2.3)

Ingresso nel presbiterio Inizio celebrazione

LITURGIA DELLA BENEDIZIONE

Presentazione

P. Priore: Reverendissimo Padre, a nome della comunità monastica dell’abbazia Santa Maria Assunta presentiamo l’abate eletto per il monastero di Praglia, diocesi di Padova, e chiediamo umilmente che tu gli dia la benedizione abbaziale.

Vescovo : Potete testimoniare che sia stato validamente eletto?

P. Priore : Ne siamo certi e lo attestiamo.

Vescovo : Rendiamo grazie a Dio.

Omelia di Mons. Antonio Mattiazzo

Saluto cordialmente nel Signore tutti voi che partecipate a questa Liturgia. Desidero salutare, in particolare, S. E. Mons. Rizzato, Elemosiniere di Sua Santità, i Revv.mi Abate Primate, gli Abati e Priori di altri monasteri, il P. Visitatore della Provincia italiana della Congregazione Sublacense, i fratelli monaci di questa Abbazia e gli altri monaci e monache, i presbiteri e religiosi, le autorità civili e militari, fratelli e sorelle nel Signore.

La Benedizione abbaziale di Dom Norberto Villa che oggi invochiamo da Dio nel contesto della celebrazione dell'Eucaristia, è un atto che riveste un profondo significato e valore, è un dono del Signore per l'Abate stesso e per tutta la comunità monastica e per questo siamo invitati a parteciparvi con fede viva e interiore letizia.

Rileviamo il carattere pubblico ed ecclesiale della Benedizione. Non basta che l'eletto implori lui stesso personalmente la Benedizione di Dio. Non é neppure la comunità monastica che compie da sé in maniera autonoma questo Atto di Benedizione. Essa viene compiuta dal Vescovo, quale successore degli apostoli, segno dell'unità della Chiesa locale, in comunione con la Chiesa universale. Questo vuol mettere in luce il valore ecclesiale del Rito di Benedizione dell'Abate e di riflesso, quello della guida della comunità monastica e del suo valore per la Chiesa. La partecipazione così qualificata e numerosa di Abati di altri monasteri, di presbiteri, religiosi e laici al Rito, sottolinea il suo significato e la sua importanza per l'intera comunità ecclesiale.

Come Vescovo di questa Chiesa locale, io sono lieto di compiere questo atto a motivo dei rapporti diuturni e profondi che mi legano alla comunità monastica di S. Maria Assunta di Praglia, della quale sono frequentemente ospite, e per la grandissima stima che nutro verso la forma di vita monastica. La ritengo infatti un dono insigne di Dio alla Chiesa e alla società, un modello evangelico di vita cristiana personale e comunitaria, di genuina esperienza spirituale e, per questo, un esempio, un punto di riferimento, una sorgente di ispirazione ed irradiazione anche culturale. I monasteri costituiscono una delle radici cristiane più importanti dell'Europa e un segno vivo dell'unità della Chiesa d'Oriente e di Occidente, come pure un fattore di missionarietà e di dialogo interreligioso con le religioni asiatiche. Nel contesto socio-culturale e religioso del nostro tempo caratterizzato da secolarismo e crisi di identità cristiana, le comunità monastiche hanno un ruolo ancora più importante da svolgere nel campo della evangelizzazione e della spiritualità, nel sostegno alla testimonianza e all'impegno apostolico del popolo di Dio. Per queste ragioni ci deve stare a cuore la vitalità del carisma monastico nella Chiesa e dobbiamo implorarlo e sostenerlo con la nostra preghiera.

Dom Norberto è stato indicato per svolgere l'impegnativo servizio di Abate dei propri confratelli, dopo aver dato prova delle sue virtù e doti come monaco e come Priore amministratore del monastero.

A Lui desideriamo esprimere le nostre più vive felicitazioni e nello stesso tempo assicurarGli che uniamo la nostra preghiera personale per Lui e per il suo servizio abbaziale a quella della Chiesa in questa Liturgia.

Per Lui imploriamo con preghiera unanime dal Signore quelle virtù e quei doni che sono necessari per guidare nelle vie del Signore e con spirito evangelico secondo la Regola di S. Benedetto la comunità monastica ed i singoli monaci in questo nostro tempo così complesso e travagliato.

La tradizione monastica ha compreso e recepito la concezione del governo, espressa da Gesù nel Vangelo che è stato proclamato, concezione secondo la quale governare vuol dire non dominare con alterigia e superbia, ma servire i fratelli con umiltà, saggezza e carità sull'esempio di Gesù, che si è fatto umile servo per amore.

Questo atteggiamento è stato espresso con la nota formula: prodesse magis quam praesse.

San Gregorio Magno, monaco, nella stessa ottica recependo S. Benedetto, sottolineerà che l'Abate deve dominare sui vizi, non sui fratelli.

Dom Norberto conosce benissimo la penetrante descrizione della figura dell'Abate delineata da S. Benedetto nella Regola, e la sua saggia attualizzazione, e non c'è bisogno perciò che gliela ripetiamo.

Vorrei solo rilevare che la sua applicazione richiede grande maturità umana e spirituale, una continua ascesi, una notevole sapienza, una squisita carità unita a fermezza d'animo, e quella "discrezione" che e una saggia contemperazione di doti e atteggiamenti diversi e che a volte possono sembrare antinomici, come quando la Regola dice che l'Abate deve cercare di essere più amato che temuto.

Queste virtù e doni devono essere continuamente implorati dal Signore, non essendo sufficienti anche se necessari, i nostri sforzi personali.

Un punto vorrei sottolineare: l'Abate è chiamato soprattutto alla carità: verso Cristo anzitutto. Egli per primo deve cercare di nulla preferire all’amore di Cristo. Il Papa Benedetto XVI ci ha proposto la carità nella sua prima Enciclica Deus caritas est, e in questi giorni nella prima Esortazione Apostolica Postsinodale sull'Eucaristia Sacramentum caritatis.

Auguriamo al nuovo Abate di attingere dall' Eucaristia la carità divina per sapere amare Gesù Cristo con cuore indiviso e servire la comunità con amore sincero, umile, forte e generoso nel dono di sé.

Che Maria SS., alla quale e affidato questo monastero, custodisca e protegga sempre il nuovo Abate e questa comunità di Praglia insieme a S. Benedetto e a tutti i santi monaci per la gloria di Dio e il bene della Chiesa.

+ Antonio Mattiazzo         

INTERROGAZIONI

L'Abate risponde all'interrogazioni del Vescovo

Vescovo: Secondo un’antica istituzione dei santi padri, colui che viene eletto a reggere la famiglia monastica in nome di Cristo deve essere esaminato e interrogato sui criteri e sul metodo idonei alla guida della vita comune. In forza di questa tradizione, fratello carissimo, ti interrogo: Vuoi mantenerti fedele al tuo santo proposito, osservare la regola di san Benedetto, illuminare e guidare in questa stessa via i tuoi fratelli per animarli all’amore di Dio, alla vita evangelica e alla carità fraterna?

Eletto: Sì, lo voglio.

Vescovo: Vuoi insegnare ai tuoi fratelli, più con i fatti che con le parole, un modello di vita nuova ispirata al Vangelo?

Eletto: Sì, lo voglio.

Vescovo: Vuoi condurre a Dio i tuoi fratelli, prendendo a cuore la salvezza delle anime che ti sono affidate?

Eletto: Sì, lo voglio.

Vescovo: Vuoi custodire fedelmente i beni del monastero che ti è affidato e amministrarli con saggezza a vantaggio dei fratelli, dei poveri e dei pellegrini?

Eletto: Sì, lo voglio.

Vescovo: Vuoi attestare in tutto e sempre alla santa Chiesa, al Romano Pontefice e ai suoi successori fede, obbedienza, rispetto filiale e fedeltà?

Eletto: Sì, lo voglio.

Vescovo: Il Signore adempia i tuoi propositi, ti conceda tutti i beni e ti custodisca sempre e in ogni luogo.

Amen

LITANIE E BENEDIZIONE

Prostrazione durante le Litanie dei Santi Prostrazione durante le Litanie dei Santi L'Abate riceve la benedizione del Vescovo L'Abate riceve la benedizione del Vescovo

RITI ESPLICATIVI

Consegna della Santa Regola

Consegna della Regola

Vescovo : Ricevi la Regola tramandata dai tuoi santi padri. Consapevole dei limiti della fragilità umana, ma forte nel sostegno della grazia divina, guida e custodisci i fratelli, che il Signore ti affida.


Consegna dell'anello

Consegna dell’anello

Vescovo : Ricevi l’anello, segno di fedeltà, e custodisci questa famiglia monastica con instancabile amore nella comunione fraterna.


Consegna della mitria

Consegna della mitra


Consegna del pastorale

Consegna del pastorale

Vescovo : Ricevi il pastorale e sii sollecito dei fratelli che ti sono affidati dal Signore; di essi dovrai render conto a lui nell’ultimo giorno.


Abbraccio di pace con Mons. A. Mattiazzo Abbraccio di pace con i membri della comunità

  Abbraccio di pace


LITURGIA EUCARISTICA

Panoramica Rito Eucaristico Rito Eucaristico Abbraccio di pace Rito Eucaristico

CONCLUSIONE

Conclusione della cerimonia Uscita dalla chiesa in processione Processione Processione L'abate insieme ai fedeli

Antifona Mariana

Ut in omnibus glorificetur Deus

 

 

 

 

 

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